mercoledì 28 marzo 2012

Trattato Filosofico sulla Poesia (di Domenico Ruggiero)



                             Trattato Filosofico sulla Poesia
                                   (di Domenico Ruggiero)

La poesia, in se stessa, rappresenta la 3a dimensione. L’altezza, la profondità. Noi siamo immagini in 2 dimensioni, eterno presente. L’arte della poesia è tale da innalzare il poeta sulla dimensione Z, come se un’antenna si elevasse per carpire i segreti del Cielo.
E se ben sintonizzati, i risultati si vedono.  Il poeta scolpisce le immagini presenti e le riporta fruibili agli utenti delle 2 dimensioni esistenti. Modella ciò che vede, ciò che sente, tutto quello che c’è dietro l’angolo, come fosse uno scultore.
Poi le parole scolpite diventano immagini ed il poeta fa da tramite tra la 3° dimensione (Z) e le altre due (X, Y).
Ed ecco che si forma il sistema di assi cartesiani a 3 dimensioni.
Quando il poeta è su, sta bene, risorge, non vorrebbe più scendere da quella scala che lo ha portato fin là.
Ed ecco il dramma del poeta: quello di ritornare a far parte delle immagini del mondo, di non essere più in grado di innalzarsi, questa è la sua paura, quella che lo tormenta e gli fa dire: “sarò capace ancora di usare l’antenna che mi fa vivere … e sospirare…?”
L’unica cosa certa è il suo peregrinare da un sistema all’altro fin quando avrà vita. Follia, tormento, incubi, ma anche euforia, sublimità, eccellenza, nobiltà d’animo.
Ogni giorno l’antenna si alza e si abbassa e il poeta comunica e trasmette. Egli stesso, quando compone non sa esattamente cosa. Solo quando scende e riflette si accorge dei colori, dei suoni, delle canzoni che ha partorito; con le doglie di una mamma, con il pensiero che tutto vada bene di un papà.
E non è mai contento perché, dopo aver annusato la perfezione, si trova a combattere con i problemi di sempre, con la quotidianità, che lo travolge.
Ed è allora che egli vorrebbe rifugiarsi in quella 3° dimensione che lo ha salvato già parecchie volte. Vorrebbe. Ma non dipende da lui. Deve aspettare che l’ansia passi, per risalire la china che lo porterà di nuovo su.
Molto spesso c’imbattiamo in “poetucoli” delle 2 dimensioni, che pensano di essere poeti ma non fanno altro che ricopiare in bella copia le sensazioni dei veri poeti, di quelli che soffrono per partorire una poesia. Il perché è spiegato prima.
Ma l’amore superfluo, l’accondiscendere a compromessi non fa parte della natura dei veri poeti. Per dirla alla Pavese, di “quelli che hanno l’occhio olimpico, ovvero i coglioni duri..”
La mia è solo una sintesi, solo un frammento di verità, che in ognuno di noi si trova. Solo che non siamo in grado di accendere la sigaretta e di gustare il fumo; accendere il cerino per un atto volitivo. Siamo abituati a dire: il fumo fa male. Ci abbandoniamo alle serpi e per ognuno tutto va bene.
Ad ognuno la sua parte di verità.
Domenico Ruggiero – 28-03-2012

Nessun commento:

Posta un commento