lunedì 22 aprile 2013


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SIGMUND FREUD: UN VIAGGIO LUNGO I SENTIERI INFINITI DELL’IO
di Fabio Squeo




Ogni volta che sentiamo parlare di Freud ci si riferisce quasi sempre alla mente, o meglio “all’inconscio”.
A cosa voleva alludere? Freud risponderebbe: per riconoscere e capire la grandezza o la pochezza di un uomo basta sentirlo parlare, e non solo, basterebbe semplicemente osservare attentamente ogni suo minino gesto.
Ecco che Freud ha così inaugurato, grazie alla abnegazione, al coraggio per le sue ricerche e alla curiosità per la vita, la pratica dell’analisi della mente al fine di scoprirne le cause che regolano l’universo interiore dell’uomo.
Questa pratica, chiamata “psico-analisi”, rappresenta per la società contemporanea, la “svolta fondamentale della storia umana” . Essa ha scombussolato i piani già precedentemente attuati e interpretati dalle varie realtà squisitamente speculative e pratiche che gravitavano su diversi significati attribuiti  a concetti come “IO – ME – INCOSCIO - .
Cogliere gli infiniti sentieri sterrati dell’Io è cosa dura e complessa anche perché, nonostante le indagini meticolose di una vita intera,  secondo Freud:
“gli uomini non rivelano volentieri la loro sessualità, ma indossano un pesante cappotto per nasconderla, come se nel mondo del sesso facesse sempre brutto tempo.”
In realtà, Freud è convinto che si possano scrivere interi volumi e definire fedelmente dettagli di ogni tenore di vita morale e spirituale, pur di sfatare i nascondigli della realtà (interiore). Ma l’essere umano, coscienziosamente, “per quanto possa camminare, mai potrà trovare i confini dell’Anima” [Eraclito da Efeso] e nemmeno sarà in grado di “penetrare nel cuore di ognuno di noi” . Prima di capire le intenzione dell’altro, e coniugarsi empaticamente  con i problemi di tutti i giorni che tormentano la dimensione singolare-emozionale degli uomini, è necessario “sapersi cogliere” in quanto soggetti potenzialmente e meravigliosamente profondi. Però quello che noi conosciamo, molto spesso, viene attribuito come un “qualcosa di già dato o dato per scontato” cioè: “Stefano è un bravo artigiano, Michele è un giovane responsabile, Consuelo è povera di idee” … ecc, ma in realtà, questi attributi rappresentano solamente una piccola parte della vita psichica dell’uomo, che così pensa veramente di conoscere il suo “Nёchtliche Schacht”, il suo “pozzo notturno” [Georg Wilhem Friedrich Hegel] , un espressione straordinaria cheBenedetto Croce traduce con “Fondo tenebroso, ancora più carico di quella valenza di sentimenti che avrà Freud.
Tutti noi, quindi, non possiamo immaginare il nostro mondo spirituale, perché se  dovessimo provare ad inabissarci “verso l’infinto e oltre” dell’Io (per usare un’interiezione tratta tal cartone animato “Toy Story)  secondo Freud, ciò testimonierebbe il fallimento del sapere umano nella pretesa di conoscere, possedere e dominare la realtà.
Ora sempre secondo Freud, dopo aver appurato l’esigenza di attribuire, al proprio io, la consapevolezza della propria grandezza e difficoltà di cogliere  propriamente la dimensione dello spirito umano, egli focalizza la propria attenzione su effetti psichici come il sogno, lapsus, atteggiamenti impulsivi ecc.
Egli sostiene che la stragrande maggioranza dei nostri problemi di natura pulsionale sono spiegabili, non come atti volontari che la coscienza percepisce mediante i sensi e di cui se ne fa oggetto di auto-analisi, ma “all’interno della regione della mente non emergente alla coscienza”, cioè all’interno di uno stadio prevalentemente sconosciuto alla mente umana, chiamato “INCONSCIO”.  E’ nella dimensione dell’inconscio che vengono archiviate le nostre più grandi paure, emozioni, rappresentazioni, modelli comportamentali e forze d’animo che, sulla base dell’agire umano, hanno scosso istintivamente  “i grandi spiriti temerari”, i quali risultavano essi stessi  inconsapevoli dell’atto eroico.
 Solamente scandagliando gli abissi del tugurio nero sarà possibile guardare a viso aperto la realtà nell’interezza e conferire ad essa  il giusto metro di verità.
Non si finisce mai di stupirsi delle infinite verità che abbracciano il nostro Essere. Confusi e disorientati dal Tram Tram dell’Esistenza, molto spesso attribuiamo l’origine dei nostri problemi, stupidi o ridicoli che siano, ad una realtà che impedisce all’uomo qualsiasi intervento; ma essa stessa viene gonfiata da altri valori rispetto alla propria natura, come dal caso o dal destino, cioè elementi esterni che potrebbero malignamente interferire al colloquio con l’io o con il proprio universo. E’ fondamentale ascoltare il monito morale di Sant’Agostino che, con sentimento amoroso per la verità, ci invita ad amministrare con coscienza la nostra interiorità e, ogni tanto, a lasciarsi andare perché a volte le cose che ci capitano non è detto che non abbiamo mai a che fare direttamente con noi; anzi molto spesso sono parte di noi nel “tutto abbracciante” [Karl Jaspers]
Domenico Ruggiero è lieto di offrire il suo ennesimo contributo o simbolo, spezzando una lancia a favore della “centralità” della mente umana (tanto posta sotto gamba dalla Weltanschaung di matrice Freudiana).   Nelle sue essenzialità pratiche e interazioni speculative, essa è la configurazione di una realtà completamente retta dalla logica- meccanica (che riconosce il proprio rigore su scala universale) secondo un impianto causa-effetto in stretta relazione con la ragione, che risolve matematicamente i problemi impostigli dalla mente.  Una logica  rigorosa che non risolve gli impedimenti in fatto di consensi e dissensi dettati dalla legge “dei buchi neri o dei vuoti mentali (realtà non codificate/bili, non filtrati/filtrabili) dal canale “trasduttore” della memoria centrale della MENTE. Per Ruggiero, la mente (in termini ingegneristici) rappresenterebbe il Central Processing Unit (la CPU) [o il Dio SOLE come direbbe Tommaso Campanella, in ossequio al suo trattato filosofico “la città del sole”] dove in termini di supremazia, Dio, unico motore e reggitore dell’Universo, ricucirà le ferite consumate dal divenire storico  e opererà contro le metastasi dei “nei delle menti contigenziali attraverso uno stretto collegamento con l’Inconscio.

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