domenica 7 aprile 2013

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BENEDETTO CROCE: UOMO D’AMORE E DI LIBERTA’di Fabio Squeo



Benedetto Croce è uno dei più grandi filosofi italiani del ‘900.
Custode della verità, uomo di cultura e d’amore per la ricerca e la consapevolezza degli spiriti indagatori. Egli  custodiva gelosamente alcuni valori fondamentali, motori senzienti, leva sulle coscienze degli uomini: l’onestà e l’umiltà dinnanzi ai regolamenti di conti da parte dell’caparbio esistenziale. Egli ha condotto, per un’intera vita, ricerche prevalentemente di carattere storiografico e filosofico-morale; ha recuperato, sulla base del rapporto inscindibile con la vita, i valori di una sana e giusta condotta dell’agire umano, già da tempo declinati dalla spinta imperialistica europea e mondiale. Ragion per cui, egli ha ben compreso la necessità di legittimare il suo statuto assiologico della dimensione etica della realtà e di attivare tutte le forze ideologiche-morali (anti-fasciste) affinché esse potessero ritrovarsi in un’unica lotta, certamente senza pari, atta però al recupero degli elementi dinamici della storia e della promessa di libertà dei singoli. Egli ha vissuto gli effetti di una lunga storia, fatta di conquiste e devastazioni a causa del primo conflitto mondiale, a danno decisivo del proprio vigore spirituale e dei pensatori, ormai destinati all’oblio del nulla. Ha ripreso, e fatti suoi, i concetti dello “spirito del reale razionale” [cfr Hegel] e li ha usati come lame barbaramente conficcate nel cuore degli“uomini d’amore e di libertà” (per dirla alla Luciano De Crescenzo). Lame, irriducibilmente cariche di odio e di significato diabolico, che hanno stregato valori e certezze, redarguite dalle canoniche entità “veritas sine modo (proprie delle verità cristiane) a discapito degli inni poetici permeati da secoli nel divenire della “storia umana contemporanea.
Croce ha voluto essere, insistentemente, un uomo libero; ha preteso la libertà incondizionata; non si è avventurato per  lontani oltre-mondi ma ha lasciato ancorati i piedi per terra, onesto tra i propri simili.  Egli , peraltro, racchiude la propria dottrina universale con la celeberrima:
“religio libertas” , legata da sempre all’imperativo categorico:"la storia umana è storia della libertà" : infatti, egli ha sempre indirizzato la sua polemica verso i movimenti di massa dei regimi totalitari, perché questi depauperano gli innocui spiriti umani e le realtà interiori di coloro i quali, pur rinunciando all’assunzione di incarichi universitari, decidono all’unisono la gloria della libertà eterna.

"Che cosa sono – si chiede Croce – le angosce per la perduta libertà, le invocazioni, le deserte speranze, le parole d'amore e di furore che escono dal petto degli uomini in certi momenti? La risposta è questa: quelle angosce, quelle invocazioni, quelle speranze, quell'amore e quel furore, sono la storia che si fa e, potremmo aggiungere, è la libertà che si cerca. Forse è nel disordine di questa libertà che possiamo tornare a riaprire i libri, chiusi da tempo”.

La storia dell’uomo è la storia dell’anima umana, storia della libertà dell’uomo, che prende vita, solamente a patto che essa venga vissuta con spirito d’essere. Il suo pensiero trae i propri aneliti dal “senso autentico esperito” dalla/della libertà: ossia, un punto di riferimento per molti di coloro che al fascismo si sono opposti e sulle sue ceneri hanno elaborato i principi di una nuova convivenza e spirito di tolleranza sociale.
Perché questo?  Secondo Croce, solamente adoperando misure di sicurezza contro le irragionevolezze da parte del particolare esistenziale è possibile cogliere lo spirito universale, la cui storia coincide con quella dell’intero universo. Sulla scia del concetto crociano, cioè sulla necessità di vivere la storia della libertà nella sua piena manifestazione d’essere, Domenico Ruggiero risponde con simpatica e onesta ironia “ è necessità umana saper vivere la propria storia a misura d’uomo e non da Storione.”  Solo in questi termini, la verità, che porta alla libertà universale, si coniuga con gli aspetti volitivi dello spirito ricercatore di universalità, raccoglitore di giustizia, di amore, di fratellanza e volo in direzione di Dio.



6-4-2013

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